L’informativa sul razzismo: “Caro Ministro, non chiudiamo gli occhi”

Il  tema all’ordine del giorno di questa informativa, ovvero gli episodi di razzismo, è urgente e di grande attualità. Si sono pronunciati a questo proposito il Sommo Pontefice, la Conferenza Episcopale attraverso la fondazione Migrantes, il Capo dello Stato e il Presidente della Camera. Evidentemente tutte personalità che hanno sbagliato, secondo il Ministro dell’interno. Francamente trovo inutile la controffensiva in atto in questi giorni volta a minimizzare e sostanzialmente nascondere la polvere dell’intolleranza montante sotto il tappeto. C’è una sequela impressionante, e non dobbiamo chiudere gli occhi.

Il ministro Maroni mi sembra come quel personaggio del Candide di Voltaire secondo il quale vivevamo tutti nel migliore dei mondi possibile o quei cortigiani che dicevano alla marchesa: «Tout va bien, madame la marquise». Non è così.

C’è una sequela eloquente di episodi che, in tutta evidenza, meritano una chiara e responsabile presa di coscienza da parte di tutti, a cominciare dal Governo, dagli enti locali, dalla stampa e da tutta la nostra opinione pubblica.
Non basta un caso isolato come quello della donna somala, che comunque merita di essere approfondito. A questo proposito ci tengo a ribadire che non c’è nessun dito puntato, da parte del Partito Democratico, contro le forze dell’ordine che noi abbiamo sostenuto e alle quali la maggioranza ha tagliato le risorse, impedendo loro di agire con professionalità.
Noi sosteniamo le forze dell’ordine, la polizia di un Paese democratico che agisce nel rispetto delle leggi, delle procedure e della dignità delle persone.


Il provvedimento che conferisce potere ai sindaci ha avuto e rischia di avere due effetti. Il primo è quello di scardinare lo Stato centrale esautorando la figura dei prefetti in capo ai quali sta l’ordine pubblico. Il secondo effetto di questo provvedimento è quello di creare una politica dell’ordine pubblico a macchia di leopardo e di conferire, in alcuni casi, una specie di licenza di discriminazione per alcuni sindaci.
Si tratta di un tema di grande attualità, ma anche di grande rilevanza, per la natura della nostra società e per l’essenza stessa della nostra civiltà giuridica laddove, col permesso di soggiorno a punti, si vuole in qualche modo mettere tra parentesi il processo penale ed il processo civile per alcune categorie di cittadini.
È un tema di grande rilevanza per la memoria storica di questo Paese, un Paese di emigrazione che ha mandato milioni e milioni di italiani altrove. Consiglio al ministro Maroni, se non l’ha già fatto, di leggersi il libro L’orda di Gian Antonio Stella, in cui il giornalista riporta che non c’è insulto, non c’è pregiudizio, non c’è stereotipo rivolto, oggi, agli immigrati che non sia stato rivolto, ieri, agli italiani in Europa e in America.

È un tema di grande rilevanza per la grande tradizione di accoglienza di questo Paese che si manifesta nel protagonismo della società civile attraverso tutte le sue articolazioni.
Questo è un momento in cui il Paese, alle prese con grandi difficoltà economiche e sociali, rischia di diventare diverso da se stesso, di mutare la sua identità profonda, di diventare altro.
Nessun Paese, nessuna persona, nessuna società è vaccinato definitivamente contro i rigurgiti di xenofobia e di razzismo. Questo Paese e l’Europa hanno conosciuto, pochi decenni fa, l’eclisse della ragione attraverso il nazismo ed il fascismo. A questo non c’è vaccino! La società deve vigilare e dobbiamo tutti vigilare.


Non possiamo non stigmatizzare la costruzione sociale del nemico che sta avvenendo da un po’ di tempo a questa parte nei siti Internet, nelle radio e anche durante la manifestazione recente del 14 settembre “dell’ampolla”, dove un vicesindaco ha proferito delle parole indegne per questo Paese contro cittadini che hanno l’unico torto di professare una religione diversa dalla sua. Non possiamo non stigmatizzare l’imprenditoria politica della paura, un business molto redditizio dal punto di vista elettorale.

Non possiamo, quindi, non invitare il Governo e la maggioranza a lavorare per l’inclusione, per quello spazio di diritti e di doveri affinché il mio Paese, il nostro Paese sia immune dalle implosioni sociali che lei stessa indicava. Vogliamo un Italia che lavori per l’integrazione, per la convivenza nel diritto e dovere di tutti.

 


Jean-Léonard is | Topic: Interventi, Video | Tags: , , , ,

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