Un appello per il Congo

 

Riporto questo appello del Vis ed un mio video messaggio sulla guerra dimenticata e sui bambini di Goma.

“A Goma nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) 
la guerra si riacutizza nel più assoluto e assordante silenzio dell’Occidente”.

“13 anni di guerra nonostante gli accordi di pace di 2 anni fa, 5 milioni di morti e un numero imprecisato di feriti, migliaia di sfollati, tanti i campi gestiti dall’UNHCR e quelli nati spontaneamente intorno a Goma, centinaia le donne ed i bambini segnati dalle violenze, altrettanti i ragazzi – soldati: una tragedia umanitaria quella del Nord Kivu senza fine, perpetrata nel silenzio più assoluto dei media occidentali. 

La popolazione di Goma, che si era mostrata, due anni orsono, piena di fiducia per un futuro complesso ma di pace, è piombata in uno sconforto ed una rabbia senza limiti: mercoledì scorso è scesa nelle piazze gridando contro i soldati della MONUC, rei di aver avviato una serie di traffici illeciti con i signori della guerra, e contro chiunque, a loro giudizio, siano colpevoli di questo stato di cose. Senza contare che la scorsa settimana un tifone ha spazzato via in un’ora: alberi, pali elettrici, case e tanto altro.

Intanto i campi degli sfollati gestiti dall’UNHCR accolgono migliaia di persone, con un incremento del 30% di arrivi negli ultimi 15 giorni, molti sono provenienti dall’intera area di Sasha, villaggio a 20 chilometri da Goma, ove si fronteggiano l’esercito Governativo contro quello di Nkunda, mentre la MONUC li respinge cercando di non farli entrare in città. 
La gente dei campi, non essendo per l’Istituzione dell’ONU riconosciuta con la qualifica di rifugiato, ma semplicemente di sfollato, non ha diritto nel campo alle scuole per i bambini, all’ospedale, alla protezione dalle incursioni e le violenze notturne dei soldati presenti tutt’intorno ai campi. Non solo, all’inizio della scorsa settimana erano già due giorni che non ricevevano i viveri, ma ai tanti della fila dei nuovi arrivati venivano consegnate 2 coperte, 2 stuoie, una tanica per l’acqua ed un pezzo di sapone.

Al Centro Don Bosco di Ngangi, area situata per i responsabili della sicurezza in zona rossa, presso il quale, da oltre vent’anni, sono ospitati i minori appartenenti a tutte le etnie e provenienti anche da zone remote del Paese oggi sono accolti circa 3000 bambine e bambini, ragazzi e ragazze tra gli interni e gli esterni. 
Tra gli ultimi arrivati una ventina di ragazzi-soldato riparati qui dopo un’incursione alla Caritas di alcuni soldati per prenderli e rinserirli tra le loro fila ed ancora una decina di ragazzine violentate che in grembo o tra le loro braccia portano i frutti di mesi di violenze e soprusi. 
Da lunedì 6 ottobre presso il Centro tutti giorni arrivano a scuola un gruppo di 800 nuovi bambini e ragazzi, figli degli sfollati che vivono a ridosso del Centro Don Bosco. Le famiglie, con grandi sacrifici, hanno chiesto a don Mario Perez, direttore del compound, di poter far studiare qui i loro ragazzi, ma ciò significa altri insegnanti da impiegare ed altre bocche da sfamare per l’unico pasto della giornata.

“Il silenzio sulla guerra del Nord Kivu non solo è assordante, ma oltremodo colpevole, poiché nasconde e giustifica le scelte miopi di geopolitica delle cancellerie occidentali e la rapina economica perpetrata ai danni di una popolazione che vive su una terra tra le più ricche di risorse minerarie del mondo. - ha dichiarato Massimo Zortea, presidente del VIS – È una vergogna a cui bisogna dare un’urgente risposta e questa volta, finalmente, non contingente ed assistenziale. Il nostro silenzio suona paradossale: è come se gli alleati della II Guerra Mondiale fossero rimasti ad osservare le sorti degli europei senza intervenire. Insieme al Centro Don Bosco ed a tutti i disperati del Nord Kivu lanciamo un appello anche per sostenere questo immenso ed irrinunciabile lavoro: abbiamo bisogno di 25 Euro al mese per ciascuno dei ragazzi qui accolti. Abbiamo bisogno di una prova di coraggio dei nostri donatori, pur in questo periodo di tante incertezze economiche: aiutateci subito, la dignità dei bambini di Goma è tutta nelle mani vostre e del Dio Creatore.” 

per contribuire

Coordinate Bancarie
VIS - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo
Banca Popolare Etica IBAN IT70 F05018 03200 000000 520000
SWIFT CCRTIT2184D

Coordinate Postali
VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo ccp 88182001

Causale: Emergenza Goma

per informazioni

numero verde 800 123456
www.volint.it


Jean-Léonard is | Topic: Video | Tags: , ,

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