Le “abbronzature” invernali

barack_obamaIl nuovo Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, per Silvio Berlusconi, è giovane, bello e abbronzato. Una gaffe? O una ‘carineria’, come la autodefinisce lo stesso Berlusconi per stigmatizzare? Oggi ho parlato al telefono con un amico americano, ed ho avuto difficoltà a spiegare a questa persona che il nostro presidente del Consiglio è un -per dirlo con un termine romano- ‘battutaro’, un uomo dalla battuta facile, un incorreggibile burlone. Immagino che la stessa difficoltà la incontrerà la stampa internazionale, nel cercare di interpretare e di dare un senso alle sue parole.

La storia degli ultimi anni è costellata di queste ’scivolate’, a volte involontarie, altre volte - come quel ‘kapò’ rivolto all’esponente dell’Spd Martin Schultz - semplicemente non commentabili. 
Su Obama la battuta gli è scappata, la lingua è andata più veloce del pensiero, in una logica forse un po’ triviale di percepire e commentare l’immensa novità delle elezioni americane. Gliela passiamo, sì, ma a fatica. Poiché ci saremmo aspettati un po’ più di attenzione alle parole, e un maggiore rispetto per una storia personale, quella di Obama, che non può essere ridotta ad apprezzamenti di tipo ‘cromatico’, neanche involontari.

Obama e la sua diversità - ovvero quella che Berlusconi definisce come ‘abbronzatura’ - hanno dimostrato due giorni fa di costituire non solo la normalità, ma il valore aggiunto di un Paese, gli Stati Uniti, che - a quarant’anni dalle prime marce per i diritti civili - hanno fatto della convivenza tra etnie e culture diverse la propria forza. Il razzismo, in America, non è scomparso, così come non sono scomparse le difficoltà di dialogo, che soprattutto tra le classi più povere si scatenano sotto forma di violenza tra bande. Ma i cittadini della più grande della democrazia del mondo hanno optato per la novità, hanno scelto il ‘cambiamento’. Sono stati coraggiosi.

Da noi, invece, l’approccio con il neo-eletto Presidente Statunitense è stato alquanto movimentato, se non imbarazzante. Ieri, rivolgendosi al neopresidente, Berlusconi aveva espresso la volontà di “dargli consigli” su come governare, in quanto più anziano. Oggi è stato il turno dei commenti sportivi sul physique du rôle, colore compreso. Una battuta come quella di Berlusconi, negli Stati Uniti, sarebbe stata accolta con scandalo. Non si sarebbe trattato soltanto di una mancanza di correttezza politica, ma una grave offesa. Da noi, invece, la interpretiamo come una gaffe. Assisteremo, come sempre, alla smentita anti-evidenza dell’ultimo minuto? Ingoieremo il boccone per il buon nome del nostro Paese? Se lo faremo sarà chiedendo però al presidente del Consiglio almeno un favore: che prima di impartire ad Obama qualche lezione di politica se ne faccia impartire dallo stesso qualcuna di savoir faire.

 

pubblicato su www.aprileonline.info


Jean-Léonard is | Topic: Interventi | Tags: ,

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