L’Africa, Carlà, Frattini e la Cina

 

carla bruni
Carla Bruni, ex-modella ora musicista e “première Dame” francese di origine italiana si trova in visita in Africa. Niente di nuovo rispetto alla consuetudine che vede le consorti dei politici dedicarsi all’impegno a favore di qualche causa (umanitaria, ecologica) con più o meno di sincerità, con più o meno efficacia. Carla Bruni ha scelto per questa visita di dedicare la sua attenzione al flagello dell’Aids, la nuova peste che si è affacciato nell’Africa subsahariana in modo drammatico (più del 70% dei malati mondiali dell’Aids sono in Africa) con il suo corteo di morti e di orfani nell’impotenza colpevole delle autorità locali e nell’indifferenza cinica - con qualche eccezione - della cosiddetta comunità internazionale. Non è certamente la visita di Carla Bruni ha portare a soluzione questa gigantesca sfida che tocca il diritto alla vita di milioni di persone. Ma la “première Dame” francese ha toccato durante la sua visita una questione che riguarda l’Italia, ossia il mancato versamento da parte del nostro paesei della quota parte di partecipazione al Fondoglobale per la lotta alla malaria, tuberculosi e Aids per una cifra complessiva che ammonta a 130 milioni di euro. Come possiamo immaginare questa segnalazione è stata stigmatizzata, oltre che dal Ministro in visita in Africa proprio in questi giorni anche da esponenti della maggioranza di governo che però non smentiscono la notizia. In realtà, il mancato versamento italiano è stato a più riprese da deputati dell’opposizione (Pd, Idv e Udc) al momento della discussione della legge di bilancio e in altre occasione. Perché il nostro paese non ha tagliato solo il suo contributo al fondo in questione. E’ tutto il comparto della cooperazione allo sviluppo che ha subito tagli drastici del 54% rispetto al 2004 e dell’80% rispetto al 2007. Niente cooperazione allo sviluppo per creare nei paesi poveri condizioni migliori di vita per gli africani, politiche di contrasto dell’immigrazione muscolari e niente integrazione per coloro che sono già presenti in Italia. Una miscela esplosiva e una miopia pericolosa dell’Italia nei confronti del continente africano. 
Dall’Africa dove si trova in visita il ministro Frattini ribatte che <<facciamo molto per l’Africa>>. Peccato che le cifre sembrano dire il contrario. A proposito del Ministro Frattini una riflessione. Qualcuno di voi si è accorto ch’egli è in visita in Africa. Ricordo a tutti che Franco Frattini si è tenuto per lui la delega per l’Africa. Segno di attenzione e di cura particolare. Lascia al ministro questa opzione ottimista. In effetti, è positivo che a meno di un’anno dalla sua nomina egli si sia recato nel continente (Angola, Nigeria, Sierra-Leone…). Ma al di là delle buone intenzioni aspettiamo i fatti. E i fatti vogliono significare una inziativa forte politica, economica e culturale nei confronti dei 900 milioni di africani alle porte di casa nostra. Il governo ha promesso un’iniziativa forte all’occasione della presidenza italiana del G.8. “wait and see” ma le premesse, la situazione dei conti pubblici e le priorità del governo consegnate nella legge di bilancio non promettono niente di buono.
Nel frattempo gli altri si muovono. Hu Jintao il leader cinese è anche lui in visita in Africa. E promette di raddoppiare gli aiuti gialli al continente nero in cambio di materie prime di cui la Cina ha immensamente bisogno vista la sua crescita economica di circa 10% all’anno. 
L’Africa ci provoca e chiede di essere considerato un partner. L’Italia e l’Europa latitano e non basta Carla Bruni, i volentorosi cooperanti e i missionari.

Jean-Léonard is | Topic: homepage | Tags: ,

One Comment, Comment or Ping

  1. 1

    carla bruni 6 belissimaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    sono ilaria e vengo da l’aquila

    13 feb