La mia candidatura, un percorso civile
Esistono molte teorie sul rinnovamento della politica e dei partiti. Io ne conosco una sola. Quella vissuta da me, con tutta la mia storia, il mio background culturale e il mio radicamento professionale e sociale. Un percorso personale e civile messo a servizio della città di Roma e ora nell’appassionata avventura della nascita e del consolidamento del Partito democratico, il quale sarà tale se saprà aprire porte e finestre per lasciare entrare la vita e il vissuto collettivo della nostra società. Un partito al servizio e obbediente’ cioè in ascolto, delle “cose nuove” che agitano e scuotono alle fondamenta la nostra sofferta contemporaneità nel campo economico in cerca di governance globale e in grado di restituire il diritto alla vita a miliardi di persone senza pane ne dignità; dello sviluppo tecnico-scientifico che sfida l’etica e la politica; sul terreno di una ecologia che non sia solo conservazione dell’ambiente ma capacità di declinare il nuovo diritto ad un ambiente sano per le nuove generazioni; sul rinnovamento della nostra vita sociale dove la legalità non sia vissuta come un’ingombrante orpello e ostacolo all’efficientismo senza regole ma per legalità si possa intendere l’essenza stessa della democrazia, a protezione dei più deboli e a protezione del merito come unico criterio di ascensione sociale; sulla trasparenza e la democrazia all’interno dei partiti anche attraverso lo strumento dell’anagrafe pubblico degli eletti. Una politica in grado di declinare -con i giovani e non per loro - la parola futuro spostando risorse dalle categorie troppo a lungo garantite a quelle senza interlocuzioni istituzionali (giovani e donne accumunate dalla precarietà mascherata in flessibilità); una politica attenta e rispettosa dei valori religiosi, di tutti i valori religiosi ma che decide in autonomia. In Francia Sarkozy l’ha chiamata “laicité positive”.
Entro nella fase congressuale con questi interrogativi e queste tensioni programmatiche, ben lontani dai fragori autoreferenziali degli schieramenti a “prescindere”.
Scelgo di portare questa battaglia dentro la lista “Semplicemente democratci” di David Sassoli, Debora Serracchiani e Rita Borsellino, molto vicina alla mia origine civica e alle donne e gli uomini che come me sentono l’urgenza di un ripristino democratico e di un rinnovamento che non sia solo una vernice di superficiale novismo tattico.
Jean-Léonard is | Topic: Blog, Foto | Tags: None






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