La tragedia della dis-integrazione

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Nessuna identità culturale, nessuna appartenenza religiosa possono giustificare l’uccisione di una ragazza per le sue scelte affettive.  Il delitto Sanaa è un fatto orribile perpetrato contro una giovane che ha scelto liberamente di vivere la sua vita, una ragazza italiana nella mente, nei valori e nelle scelte di vita come tanti suoi coetanei nati e cresciuti in Italia da genitori stranieri. Sono ormai migliaia i ragazzi della ‘seconda generazione’ che ci ostiniamo a chiamare “immigrati” pur essendo italiani a tutti gli effetti. Diritti inalienabili della persona, totale parità tra donna e uomo, rispetto dell’integrità fisica delle persone, autodeterminazione di tutti nelle scelte affettive e relazionali: questi sono i diritti sanciti nella nostra Costituzione che dobbiamo assicurare ai nostri ragazzi, assieme, ovviamente, alla cittadinanza. L’integrazione, anche formale, è la via maestra per evitare i conflitti culturali che, in alcuni casi, possono portare ad eventi delittuosi. Quanto ancora dovremo aspettare per garantire il riconoscimento sulla carta deinuovi italiani?


Jean-Léonard is | Topic: Blog, Foto | Tags: None

3 Comments, Comment or Ping

  1. andrea masotti

    1

    Gentile Jean Leonard Touadi

    sono sostanzialmente d’accordo sulla necessità dell’integrazione, ma non mi è chiaro quale è il nesso con questa tragedia: la ragazza era credo integrata: lavorava e aveva una relazione con un ragazzo italiano, il padre invece non voleva integrarsi. Credo che l’integrazione passi dalla volontà degli italiani, ma anche da quella di chi vuole vivere in Italia ed avere figli italiani. Tutte e due sono carenti.

    cordiali saluti

    16 set
  2. 2

    La ragazza era “integrata”, lo era nei fatti. L’on. Touadi voleva sottolineare che sulla carta lei era in tutto e per tutto considerata come una immigrata, legata ad un “permesso di soggiorno”.
    E non è neanche vero che il padre “non voleva integrarsi”. Ogni giorno avvengono episodi orribili, anche in famiglia, e per motivi molto più futili di questo. Dovremmo dire allora che tutte quelle persone, italiane e non, non vogliono integrarsi? E dovremmo espellerle per questo?

    Lo scock culturale che molti italiani dicono di vivere sentendosi “circondati” dagli immigrati, lo vivono in maniera assai più pesate gli stessi immigrati che d’altronde da questa situazione non possono trovare scampo, è una situazione che hanno scelto coscientemente; ma calcolare le conseguenze di lungo periodo dell’immigrazione non è affatto facile neanche per gli immigrati.

    nostro paese d’origine

    16 set
  3. 3

    Quale cultura dovrebbero avere i nostri figli? Quella autoctona o quella del nostro paese d’origine? Oppure una via di mezzo? Che religione avranno? In quale dio crederanno? E come? Chi decideranno di amare? Che idea di famiglia avranno?

    Sono tutte domande che i genitori immigrati di solito non si fanno e quando se le pongono spesso non sanno trovare risposte.

    Non andrebbero aiutati a trovarle?

    Distinti saluti.


    jaska trasmigrante

    16 set